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Ristrutturazione Hotel Mary

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Professionisti Arch. Giovanna Mar
Prestazioni Progettazione Preliminare, Definitiva, Esecutiva, Direzione Lavori
Committente Adriana Immobiliare
Luogo Campalto, Venezia
Volume m³ 3.700
Superficie m² 1.100
Date progetto 2001 - 2004
Fotografo Paolo Monello
Menzione Segnalato PREMIO DI ARCHITETTURA Comune di Venezia 2005
L'intervento consiste nella ristrutturazione edilizia di un immobile ad uso albergo, costruito negli anni '50, prospiciente sul lato est di Via Orlanda a Mestre in zona Campalto.
Edificio di piccole dimensioni, circa mq 1.100 di superficie lorda di pavimento articolati su quattro livelli per una cubatura complessiva di circa mc 3.700, ed un altezza massima di 13,50 m.
L'edificio, che emerge dal profilo disegnato dai volumi adiacenti per l'altezza, frutto di alterazioni e ampliamenti successivi, era caratterizzato da un volume tipico degli anni 60-70 con terrazzini aggettanti, serramenti in alluminio e intonaco a campiture verticali color rosso e giallo crema, copertura discontinua e costituita da falde alternate a pensiline in lamiera ondulata.
L'intenzione progettuale si è esplicitata in primo luogo attraverso una riqualificazione funzionale della struttura alberghiera, con una totale riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi interni. Così ha portato alla realizzazione di un albergo a 28 stanze tutte dotate di un proprio bagno, e alla riqualificazione dei relativi servizi, a piano terra, tra cui un bar e un ristorante, che si estendono nel giardino di pertinenza dell'immobile.
Sono stati, inoltre, effettuati tutti quegli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche necessarie per i soggetti portatori di handicap motori e di adeguamento della struttura alle prescrizioni legate alla prevenzione incendi. In secondo luogo vi è stata un'attenta riprogettazione dell'involucro edilizio, volta a modificare sostanzialmente la presenza e l'incidenza dell'edificio nel contesto.
Dal punto di vista architettonico si è giunti così alla costruzione di un vero e proprio volume, un parallelepipedo di lamelle di cotto, in aggetto rispetto alla cortina edilizia di via Orlanda, un richiamo visivo, un segnale rispetto al filo della strada a prescindere dalle insegne.
Il parallelepipedo di cotto si innesta sul volume esistente, "ripulito" da tutte le superfettazioni e gli aggetti del vecchio impianto, trattato con un intonaco bianco, essenziale, silenzioso, le cui le forature sono state ridotte alle porte principali di accesso ed ad aperture afferenti esclusivamente a spazi comuni - reception, corridoi, stanze di servizio. Quest'ultima scelta è stata determinata non solo da ragioni di tipo formale ma anche di tipo funzionale, per evitare l'affaccio su via Orlanda di alcune stanze, al fine di proteggere dal punto di vista acustico e visivo gli ospiti dell'albergo.
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