| Professionisti |
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Arch.Gian Paolo Mar Arch.Giovanna Mar |
| Prestazioni |
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Progettazione Preliminare, Definitiva, Esecutiva, Direzione Lavori e Sicurezza |
| Committente |
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Comune di Montagnana (PD) |
| Luogo |
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Montagnana, Padova |
| Volume |
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m³ --- |
| Date progetto |
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2003 - 2006 |
| Fotografo |
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Paolo Monello |
| Menzione |
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Segnalato sezione provinciale PREMIO CAPPOCHIN 2007 |
Il progetto di sistemazione di Piazza Trieste si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell'itinerario turistico attorno alle mura della città di Montagnana. Questo tiene in considerazione non solo la presenza di un "redefosso" in un vallo antistante al castello nella zona interna alle mura, che proteggeva e isolava l'edificio, ma anche dei ritrovamenti archeologici emersi, ovvero i resti di un ponte, di apparecchiature murarie dello spalto, dell'avancorpo antistante al castello e del muro di sponda del fossato verso la città. Il ponte, a tre arcate, risale presumibilmente all'epoca rinascimentale e sostituisce il precedente ponte levatoio costruito al tempo degli Ezzelini. Con un lieve dislivello si è fatto riemergere figurativamente il ponte di accesso al castello, che diviene nuovamente elemento di collegamento tra due rive. Il dolce abbassamento di quota, che evoca la presenza del vallo e del fossato interno, è stato ottenuto attraverso delle gradinate in parte verdi e in parte pavimentate raccordate in pendenza ad una rampa in trachite che, dalla strada conduce verso il centro dell'avvallamento. Dalla parte opposta, in corrispondenza del castello, lo spalto è rappresentato da un piano inclinato in trachite che termina in un filo d'acqua, reminescenza della presenza dell'acqua nel vallo stesso. Sia sul lato nord-est che sud-ovest la presenza delle murature di contenimento delle rive della muratura dell'avancorpo viene evidenziare tracciando dei segni di pavimentazione che utilizzano il mattone, a memoria dell'originaria tessitura. La vasca d'acqua lineare prosegue, oltre il ponte, verso il lato nord-est, e piega verso le mura, rievocando il suo antico andamento. In quest'area è stata realizzata un'area libera per eventuali manifestazioni, utilizzando sempre lo stesso sistema a fasce verdi e pavimentate. La volontà di consentire la lettura di una parte dei resti del ponte e dello spalto si è tradotta in un luogo protetto dalle intemperie che mostri le arcate del ponte e il loro sviluppo. La rampa si è così estesa sino alla quota di imposta delle arcate del ponte, entrando in un ambito coperto e protetto in cui si possono scorgere le rovine del manufatto. La copertura dello spazio è in parte nascosta dalla gradinata verde e in parte vetrata, così da risultare un segnale che lascia intravedere la presenza di uno spazio sottostante e consentire simultaneamente l'illuminazione naturale all'interno dello spazio espositivo.