| Professionisti |
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Arch. Giovanna Mar |
| Prestazioni |
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Progettazione Preliminare
Progettazione Definitiva
Progettazione Esecutiva
Direzione Artistica |
| Committente |
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E-Factory S.r.l. |
| Luogo |
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Interporto di Rovigo |
| Superficie |
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m² 4.293 |
| Date progetto |
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2006 - in corso |
L'innovativo impianto pilota produrrà energia elettrica da biomassa, un combustibile naturale rinnovabile (olio vegetale), e sarà collocato a qualche chilometro a sud di Rovigo, inserendosi nel complesso di interventi compresi all'interno dell'interporto della città.
Scopo del progetto architettonico è stato di sottolineare l'aspetto innovativo e di estrema contemporaneità dell'intervento, raccontando e dando forma al processo di trasformazione dell'elemento naturale in energia elettrica. La fonte energetica, in ricordo della sua provenienza, inizialmente è stretta nell'abbraccio di un’area verde, un bordo, che avvolge completamente le vasche di contenimento del combustibile e successivamente va affievolendosi man mano che ci si avvicina alla trasformazione completa in energia elettrica.
Un nastro in calcestruzzo armato, simbolo e immagine dell'elemento naturale, accompagna il pendio verde snodandosi tra le varie componenti, fino ad avvilupparsi vertiginosamente attorno ad alcune di esse, a testimonianza di come il ritorno alla natura possa promuovere l'innovazione.
La commistione delle due componenti artificiale e naturale, alla base dell'idea di progetto, è rappresentata dunque dalla contrapposizione tra le forme rigide e regolari degli elementi interni della centrale e le forme più morbide e sinuose del bordo esterno.
Unico punto di contatto tra la morbidezza dell'elemento esterno e gli elementi rigorosi interni è dato dagli uffici amministrativi prospicienti all'ingresso nord-est che, definiti dal prolungamento stesso del muro, tentano di aggrapparsi alla razionalità dell'impianto tramite la facciata nord delle utilities, che a sua volta diviene matericamente e morfologicamente testimone del trapasso.
Sarà il lungo muro, che si inclina sia verso l'interno che verso l'esterno, che si alza e si abbassa lasciando intravedere la centrale, che si avviluppa attorno agli edifici, l'immagine identificativa e innovativa dell'impianto.
Una scultura che rinuncia ai rapporti di scala con l'intorno e si impone come elemento simbolico e trova il suo punto di massima espressione in corrispondenza dei camini che, punto conclusivo del processo di trasformazione elettrica, divengono punto principale di avviluppo dei muri curvi e determinano, forse, il punto di maggior effetto dell'impianto. Tale immagine diviene ancor più forte la notte quando il muro rivestito in materiale translucido si trasforma in lunga striscia luminosa che genera una “scossa” nel buio della campagna circostante.