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Palazzetto del ghiaccio

Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio Palazzetto del ghiaccio
Professionisti Arch. Gian Paolo Mar
Prestazioni Concorso di progettazione
Progettazione Esecutiva
Committente Comune di Egna (BZ)
Luogo Egna (BZ)
Volume m³ 42.000
Superficie m² 6.000
Date progetto 2008
Il porgetto-offerta non modifica nella sostanza urbanistica il progetto definitivo già approvato e ne rispetta il sedime. La sommità del tetto è stata leggermente alzata per accogliere tutte le funzioni previste e riparare dalle intemperie parte degli impianti meccanici. Aumentando la falda di copertura verso est si guadagna una nuova superficie sopra alla piattaforma spettatori, dove collocare vani tecnici strategici e posizionare funzioni “nobili” (sala stampa, uffici, balconata vip). L’edificio è collocato più in alto di 2,10m per preservare il Palazzetto e gli impianti interrati dagli eventi atmosferici eccezionali e renderlo visibile e riconoscibile anche da distante. A est è collocato sopra un basamento pedonale che permette di separare gli ingressi del pubblico dalle aree di parcheggio. Il dislivello a sud, tra il parcheggio atleti e quello del pubblico, separa invece in modo netto e sicuro i due flussi, come da normativa CONI. A ovest (verso il parco) il dislivello è raccordato tramite pendii verdi che garantiscono la “quota massima di inondazione” su tutto il fronte fiume e nascondono i vani tecnici e la torre evaporativa, mitigando così l’impatto ambientale. L’edificio, comunque, rifugge i tentativi di mimesi con la natura, per confrontarsi con il paesaggio: le linee ed i volumi inclinati, gli sporti e le vibrazioni di luce ed ombra conferiscono significato ad una porzione di territorio altrimenti anonima. Esternamente l’edificio ha l’aspetto di una grande “scatola”, composta da due possenti setti trasversali alla pista, a nord e a sud, sagomati a forma di trapezio ascendente lungo la falda di copertura e aggettante, a est e a ovest, oltre il tamponamento dell’edificio. Con orditura parallela ad essi si imposta la vasta copertura in travi in legno lamellare rastremate alle estremità, anch’esse aggettanti oltre il palazzetto. Opportune forature porteranno la luce naturale necessaria al’interno dell’edificio fino alla pista. Nel volume più basso verranno, invece, aumentate per numero ed estensione quelle preesistenti, per portare più luce negli ingressi e ridurre la quantità di serramenti da rimuovere in caso di futuro ampliamento. L’intero edificio è stato, infatti, concepito come una “trama” flessibile, formalmente conclusa, funzionale e funzionante da subito con un regime ridotto di dotazioni, ma predisposta a successivi ampliamenti. Particolare attenzione è stata posta all’uso dei colori: la grande scatola in grigio scuro antracite dovrebbe contrastare e dialogare con le restanti parti chiare, quasi bianche.
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